Pubblicato da Mariano Paesani

mercoledì 14 febbraio 2007

Rassegna stampa 14 febbraio 2007

La rassegna stampa del mondo dell’ospitalità 14 febbraio 2007
(Hotels, ADV, Istituzioni,Trasporti, Associazioni, Normative e Leggi)

Jolly Hotels, fatturato a 264 mln nel 2006
Ebitda a +32,5%, ricavi a +10,8%


Jolly Hotels ha chiuso il 2006 con un fatturato consolidato pari a 264 milioni di euro contro i 258 milioni dell'esercizio 2005; il risultato prima delle imposte è passato da 12,8 a 14,7 milioni di euro. L'indebitamento finanziario netto si è ridotto dell'8% a 229,1 milioni di euro. Il Gruppo ha registrato un incremento nei ricavi per prestazioni alberghiere pari al 10,8% (+12,2% a parità di alberghi), passando da 236.006 migliaia di euro a 261.506 migliaia di euro. Il Risultato Operativo Lordo (Ebitda) ammonta a 55.752 migliaia di euro (+32,5% su base omogenea ed al netto delle plusvalenze), l'Ebit a 25.313 migliaia di euro (+108,8% su base omogenea ed al netto delle plusvalenze). I risultati riportati consentono di prevedere per l'esercizio 2006 un utile al netto dell'onere fiscale (stimato in 9 milioni di euro) pari a 5,8 milioni di euro. Il cda ha confermato come ad Gabriele Burgio, cooptato il 13 novembre.

Regione Puglia, nel 2007 per il turismo 27 mln di euro
Approvato il Programma triennale di promozione turistica


La Giunta regionale della Puglia ha approvato il Programma triennale di promozione turistica e il piano di attuazione del 2007. “Per la prima volta – ha spiegato l’assessore al Turismo, Massimo Ostillio – la Puglia si dota di un piano di così ampio respiro. Dopo il Forum regionale del turismo si è aperta un fase nuova nell’accoglienza turistica pugliese. Buona parte degli interventi saranno co-finanziati da Regione e sistema delle autonomie locali, delle associazioni di imprenditori e sistemi territoriali. Nel 2007 prevediamo di spendere 27 milioni di euro, di cui 22,4 a carico della Regione e 4,6 a carico di soggetti terzi”.

Tci, l'Italia il Paese mediterraneo cresciuto di meno
Il monitoraggio degli ultimi anni nell'Annuario del turismo e della cultura


Anche il Touring Club Italiano conferma: la Francia rimane il Paese leader del turismo mondiale, con 76 mln di arrivi internazionali nel 2005. E' quanto afferma il Tci nell'anteprima dell'Annuario del Turismo e della Cultura 2007, presentata a Milano. Tra il 1990 ed il 2005 l'Italia è stato il Paese con il tasso di crescita degli arrivi internazionali più basso rispetto ai competitor del Mediterraneo, che hanno totalizzato il +26,9%. La performance dell'Italia tra 2000 e 2005 è stata del meno 2,4% negli arrivi internazionali. Sono invece cresciuti Turchia, +16,2%, Egitto, +11,1% e Croazia, +7,7%.

Tre brand per HotelRez
Simply Hotels, Elegant Hotel Collection ed Elegant e Tiffany Hotel Collection


Dopo l’acquisizione del codice personale di rappresentanza Ho, il passo successivo di HotelRez è stato quello di diversificare i propri alberghi affiliati collocandoli sotto tre brand di appartenenza diversi per le singole specificità, seguendo la filosofia di mantenere sempre più riconoscibile l’individualità di ogni albergo: Simply Hotels, Elegant Hotel Collection ed Elegant e Tiffany Hotel Collection.
Dice Fulvia Gaiazzi Executive Director di HotelRez: ”Questi marchi sono stati individuati con attenzione per assicurare il rispetto dei requisiti di tutti i nostri affiliati, sia che essi richiedano semplicemente l'accesso ai sistemi di distribuzione, sia che la loro attività richieda l'adesione ad una comunità di marchio di hotel con orientamento simile, offrendo vantaggi in termini di integrità di marchio, fiducia del cliente e cross-selling reciproco. In alternativa, alcuni servizi di marketing ed altri programmi possono essere offerti su base modulare”.
Entrando nello specifico il marchio Simply Hotels è la soluzione di rappresentanza suddivisa in due livelli base di adesione: il primo è il Simply Connect, che è stato concepito per gli hotel che hanno l'esigenza di connettersi e gestire l'inventario delle disponibilità attraverso un'unica interfaccia utente.
Il secondo è il Simply Fabulous, destinato ad hotel che desiderano il massimo dal servizio: gestione account completa, gestione del revenue, piani di business personalizzati, supporto al marketing, partecipazione a fiere, accesso scontato ai programmi Consortia, Sales Blitz internazionali per gruppi di agenzie chiave, soluzioni RFP, programmi MICE, soluzioni di gruppo, indirizzi e rendiconti di business misurabili e strutturati. Il secondo grande marchio è Hotel Collection, e comprende molti boutique hotel. Questa offerta di marchio mette a disposizione l'intera gamma di soluzioni di marketing e tecnologiche. Gli aderenti a Elegant Collection acquistano una posizione preferenziale presso molti dei sistemi globali CRS delle agenzie. In ultimo troviamo Tiffany Hotels, Resorts & Palaces, programma esclusivamente ad inviti, che rappresenta il gruppo di elite. L’hotel verrà rappresentato in modo altamente personalizzato in tutti i Gds, con tutti i possibili vantaggi tecnologici, insieme a notevoli livelli di servizio, gestione account, competenze di revenue, marketing internazionale, posizionamento preferenziale per agenzie e IDS, collocamento del prodotto, pubbliche relazioni, fiere e esposizioni, con una incredibile varietà di prodotti e programmi.


Tci, 'All'Italia manca un'analisi statistica degna di questo nome'
Il commento di Guido Venturini, direttore generale del Touring


"In Italia il turismo conta 2 milioni 700mila occupati, ed incide per il 12% sul Pil. Nonostante questo, tuttavia, manca una rappresentazione statistica importante". Anche Guido Venturini, direttore generale Touring Club Italiano, alla presentazione dell'Annuario del turismo e della cultura 2007 si è unito alle voci di chi già da diversi mesi chiede una misurazione univoca, affidabile ed ufficiale dei dati turistici inerenti il Bel Paese. "E' necessario un'analisi statistica degna di questo nome - prosegue - anche noi abbiamo contattato il Governo su una metodologia per uscire da quest'impasse, ma non abbiamo ancora avuto risposta".

GV Update

Affari a gonfie vele per le sette strutture ricettive pugliesi nei centri storici
Tariffe abbordabili e ospitalità come nelle locande di una volta sono i punti di forza di un´offerta turistica che punta sull´autenticità
In vacanza nei trulli a 5 stelle, è boom degli alberghi diffusi
Antonio Di Giacomo
Dalla Valle d´Itria al Salento un viaggio nei luoghi dove i turisti abitano la storia
L´esperto di marketing Dall´Ara "La Puglia ha un grande numero di questi hotel, ma non c´è una normativa che li riconosca"
La nuova frontiera della vacanza intelligente si chiama albergo diffuso. Certo la denominazione non apparirà forse particolarmente accattivante e il suo significato potrà risultare anche criptico, ma superata la diffidenza iniziale per questa pur necessaria dizione di sorta ci si potrà imbattere in una formula di ospitalità turistica carica di appeal. Perché dopo il boom delle masserie, in più d´una circostanza trasformate in Puglia in dimore da mille e una notte se non talvolta in luoghi non proprio alla portata di tutte le tasche, l´ultima scommessa è proprio l´albergo diffuso. Ovvero, per non tirarla troppo per le lunghe, una struttura ricettiva orizzontale posta nel cuore di un centro storico e, soprattutto, non nelle mete turistiche più scontate. E "orizzontale" perché ogni unità abitativa viene ricavata in più edifici o case che non distino fra loro oltre duecento metri.
Di alberghi diffusi in Puglia ce ne sono già sette e, a sentire gli operatori, gli affari andrebbero a gonfie vele, delineando un trend tutto in ascesa. Il guru italiano del marketing turistico Gianfranco Dall´Ara - docente all´Università di Perugia e deus ex machina dell´invenzione dell´albergo diffuso - non esita a riconoscere che «la Puglia, in questo ambito, è un´assoluta sorpresa. Ha tante strutture quante se ne possono trovare in Friuli, la prima regione ad aver scommesso su questa forma di rilancio del territorio. E ne ha più della Sardegna, dove pure la giunta Soru, all´indomani del decreto salvacoste, per incentivare forme di turismo sostenibile ha messo nel piatto 20 milioni di euro destinati a finanziare gli alberghi diffusi». Con un paradosso: in Puglia non esiste una normativa che riconosca questa tipologia di struttura ricettiva. Ma tant´è. Più dell´attenzione del legislatore poté la voglia di fare imprenditoria dei singoli.
Ne sa qualcosa un pioniere come Dino Barnaba che, già nel 1995, mise insieme otto trulli al rione Monti di Alberobello e, dal cappello a cilindro, tirò fuori Trullidea resort, l´albergo cioè che invitava a soggiornare proprio nelle case di pietra a cono. L´idea era vincente se quegli otto trulli oggi sono diventati trentadue. «Rimasti intatti nella loro autenticità, visto che - assicura Barnaba - i recuperi effettuati sono stati di natura conservativa». Mica poco a pensare che si tratta di abitazioni antiche pure cinquecento anni.
E d´altra parte il punto di forza dell´albergo diffuso sta tutto qui: offrire l´opportunità di abitare i luoghi nella loro integrità storica e architettonica. «Perché l´ospite di queste strutture - spiega Dall´Ara, fondatore e presidente dell´Adi (Associazione nazionale degli alberghi diffusi) - è il cliente stanco dei soliti hotel, esausto dei viaggi organizzati e allergico alle vacanze chiavi in mano nei villaggi. Ecco l´unicità dell´albergo diffuso è nel riprendere e attualizzare l´antico modello dell´ospitalità all´italiana, come nelle locande di qualche secolo fa. Il che significa stare a stretto contatto con i residenti, senza sentirsi turisti e vivendo proprio come la gente che abita nel posto dove hai scelto di andare. È quello che, in America, riassumono nelle parole "Going local": immergersi nella cultura del luogo».
Mentre in Valle d´Itria si registrano i casi degli alberghi diffusi Sotto le cummerse, a Locorotondo, e Villaggio In, a Martina Franca, altre strutture sono attive a Corato (l´hotel Tripoli), Mottola (la Vecchia Mottola) o, più a Sud, in Salento, la Residenza In a Specchia. è Conversano, infine, offre la più antica dimora: è Corte Altavilla, un albergo diffuso ideato attorno a una corte medievale che risalerebbe all´anno Mille. Aperto dal 2002 con 23 unità abitative, destinate quest´anno grazie all´acquisizione e al restauro di altri ambienti a diventare 31, l´albergo è diventato meta innanzitutto di turisti stranieri. «Persone in cerca delle espressioni più autentiche dell´arte, della storia e delle tipicità pugliesi» racconta Letizia Valenzano di Corte Altavilla. Senza scordare, in tema di successi, la testimonianza di Angelo Sisto, patron a Locorotondo di Sotto le cummerse: «Nel 2006 abbiamo avuto oltre mille e 200 presenze, con un particolare direi interessante: metà dei nostri ospiti erano pugliesi». Come a dire che, anche per un weekend a due passi da casa, l´albergo diffuso comincia a diventare un´alternativa reale. Con buona pace anche del borsellino, grazie all´abbordabilità dei prezzi.

L'Espresso


ROMA: RUTELLI, VALORIZZARE TURISMO RELIGIOSO
Roma, 14 feb. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Valorizzare il turismo religioso attraverso la riscoperta e la promozione degli storici cammini spirituali che trovano in Roma il suo principale crocevia. Questa l'intenzione del governo espressa da Francesco Rutelli, vice presidente del Consiglio e ministro per i Beni e le Attivita' Culturali, intervenuto oggi al XV convegno nazionale teologico-pastorale 'Cammini d'Europa. Romei, Palmieri e Giacobei' promosso dall'Opera Romana Pellegrinaggi.

TURISMO: ITALIA E' PAESE SOGNATO MA POI VANNO IN FRANCIA

MILANO - "Ah..l'Italia!". Quando nel mondo si chiede ad un potenziale turista quale Paese vorrebbe visitare, la risposta più frequente è questa: l'Italia. Peccato però che a questo sogno non corrisponda la realtà: è vero che il turista sogna l'Italia, però poi va in Francia. Perché? Perché, banalmente, "l'Italia costa cara".
E' questo uno dei dati contenuti nell'Annuario Turismo e Cultura 2007 del Touring Club Italiano, presentato oggi in anteprima a Milano. Le rilevazioni statistiche, che il Touring ha elaborato basandosi su dati Istat, dell'Ufficio Cambi della Banca d'Italia e di altri istituti internazionali, mettono in luce questa conclusione: rispetto agli ultimi anni il turismo in Italia è finalmente tornato a crescere (+10% nel 2006 rispetto al 2005, mentre la media dal 2000 in poi era di -2,4%), ma è possibile ottimizzare l'offerta mettendo in campo politiche che "non riguardano solo il dicastero del Turismo - ha sottolineato il direttore generale del Tci, Guido Venturini - ma più soggetti".
La più recente fotografia oggi a disposizione del turismo italiano mette in evidenza questi dati: la Francia è il primo Paese al mondo per arrivi internazionali (76 milioni) seguito da Spagna (55 milioni) e Stati Uniti (49 milioni). In questa classifica l'Italia è al 5/o posto con 37 milioni. Ma dopo un costante periodo di flessione (dal 2000 è stato del 2,4% medio) nel 2006 il turismo italiano è tornato a crescere: nei primi 11 mesi dello scorso anno i turisti stranieri sono aumentati dell'11,5%, e la loro spesa in Italia è cresciuta del 6,6%.
Complessivamente gli stranieri hanno speso 30 miliardi di euro, per una media di 87 euro al giorno, il 20% dei quali (cioé 1 euro ogni 5) nel cosiddetto 'indotto' (lo shopping). Sono arrivati per lo più dalla Germania (20%), poi Usa e Francia (9,8%), e dal Regno Unito (8%), ma l'Annuario Tci sottolinea come in realtà i tedeschi (dati UIC) siano in calo costante (-10% circa) mentre nell'ultimo anno sono tornati ad arrivare in Italia francesi (+16%) e svizzeri (+35%), con gli americani in presenza costante.
Gli stranieri vanno per lo più in Veneto (Venezia resta di gran lunga la provincia più visitata d'Italia), ma alla voce "dove vanno" il Touring sottolinea una marcata differenza tra i dati Istat e i dati Uci: secondo l'Istat le "presenze 2005" vedono al primo posto il Veneto (32 milioni), mentre i 'pernottamenti Uic' vedono al primo posto il Lazio (46 milioni). "Il confronto appare contraddittorio soprattutto per Puglia e Valle d'Aosta - ha detto Venturini - perché in questi due casi i dati non sono univoci: per l'Istat le presenze in Puglia nel 2005 sono state di 1 milione e mezzo, per l'Uci i pernottamenti di 8 milioni e mezzo. Sono dati contraddittori". Idem per la Valle d'Aosta: presenze Istat 1 milione, pernottamenti Uci 5,3 milioni. "E' evidente che c'é qualcosa che non torna - ha sottolineato Venturini - e sotto il profilo statistico sarebbe opportuno, se si vuole una programmazione turistica seria, avere dati più omogenei e sicuri".
L'Annuario mette infine in luce che il picco turistico continua a registrarsi in agosto (e secondo il Tci sarebbe opportuno prendere in considerazione la proposta del ministro Rutelli di diversificare le vacanze), e che all'estero gli 'asset' dell'immagine dell'Italia restano cucina e arte, mentre i prezzi e il costo della vita continuano ad essere il punto di debolezza della immagine italiana nel mondo.

Ansa.it

Vecchie prigioni ungheresi diventano alberghi

L´Ungheria ha preso in considerazione la proposta, da parte di un´azienda estera, di trasformare quattro prigioni statali, costruite circa 200 anni fa, in alberghi. La notizia è riportata dalla United Press International.
L´offerta proviene da una non meglio identificata azienda spagnola, ed arriva proprio nel momento in cui il ministero della giustizia ungherese progetta la costruzione di nuovi penitenziari, oltre che il rinnovamento delle vecchie prigioni e la demolizione di carceri situate in periferia.
Le quattro prigioni in questione sono situate in aree residenziali centrali della città nord-orientale di Satoraljaujhely, della città sud-occidentale di Szekszard, della città settentrionale di Vac e della città meridionale di Szeged.

Portalino.it

Free Internet Comes To Upscale Hotels

Feb 15, 07 | 1:58 am By Michael B. Baker

Free Internet access, already a standard across many major U.S. midprice brands, slowly is beginning to creep into upscale properties. So far, only Omni, Radisson and Kimpton have embraced that standard brandwide, but several individual upscale properties also have done so.

The most recent convert was the Hilton San Francisco Financial District, which recently completed a $45 million renovation project. At the beginning of the year, the property announced that both its wired and wireless Internet access would no longer carry a charge, a decision based on conversations with hotel guests.
"They all love the new hotel layout and fresh décor but had a complaint about upscale hotels in general," according to Mark Everton, the property's general manager. "We kept hearing variations of the same question: 'How can upscale hotels in San Francisco that charge between $200 and $400 a night charge for high-speed Internet access, when many of the limited-service hotels offer it for free?'"
Maria Chevalier, vice president of global business intelligence for BCD Travel's Advito consulting division, liked that line of thinking and said she wouldn't be surprised to see more properties in the tier making the same decision. "I agree with their strategy of saying 'enough' on the rate," she said. "When you evaluate your cost of stay, it does make a difference."
Free or with a charge, wireless or wired, Internet access no longer is optional for chains wishing to do business with corporate travelers. "It's the number-one business amenity, and people are expecting it," said John Flack, Hilton's vice president of hotel broadband technologies.
The San Francisco property's move does not signal an overall shift in Hilton Hotels Corp.'s upscale properties. The vast majority still charge for Internet access, although Hilton midprice properties Hilton Garden Inn and Hampton Inn offer it for free, said Flack. Following permission from the brand, however, individual upscale properties may make a similar decision.
"Some of the hotels that are in a competitive market do provide it complimentary," Flack said, "but that is the exception to the rule."
Marriott International is largely the same, providing free Internet access in its midprice brands—Courtyard by Marriott and SpringHill by Marriott—while still charging for the service in its upscale brands, said Lou Paladeau, the company's vice president of operations technology. Fees also apply at Hyatt Hotels & Resorts' upscale properties.
A study by the American Hotel & Lodging Association last August showed that 18 percent of hotels are charging for Internet access, a drop of four percentage points from two years prior (BTN, Aug. 14, 2006). Those charging were largely skewed to the higher tiers, with about three-quarters of deluxe and upper upscale properties imposing a fee.
The financial impact of switching to free Internet access is by no means scant. At the Hilton San Francisco Financial District alone, Everton said a conservative estimate was that the move would cost $350,000 in annual revenue.
Despite this, some upscale properties have made it a more brandwide initiative. Omni Hotels was among the first in its tier to make free wireless Internet access a brand standard, with an announced initiative four years ago (BTNonline, Feb. 3, 2003). The free access is most prevalent in Omni lobbies. It also is available in the rooms of some properties, although guests largely must use wired Ethernet for room access.
Carlson Hotels Worldwide's Radisson Hotels & Resorts also was a pioneer provider of free wireless Internet access in upscale hotels, first phasing in the service as an in-room amenity in 2005. In January, Radisson announced that the service had been expanded into Latin America and now is available in all 206 managed and franchised hotels in the United States, Canada, Mexico, South America, Central America and the Caribbean. In addition, the service allows guests to print from their rooms to a hotel printing station.
"It's impossible for a hotel brand to successfully and profitably operate today without offering high-speed Internet access at its properties," Nancy Johnson, executive vice president of full service hotels for Carlson Hotels Worldwide said in a prepared statement. "Our point of difference is that we've opted to provide it free of charge in all our guest rooms throughout the Americas."
Free Internet access in public spaces is not a standard for Radisson. Some franchised hotels offer it free, but use can cost from $7 to $15 per day for individual use.
Upscale extended stay brands, on the other hand, have more ubiquitous free Internet offerings. InterContinental Hotels Group's Staybridge Suites plans to make a free wireless service available to customers beginning in March.
"It will be in the suites and in the public areas," according to Robert Radomski, vice president of brand management for Staybridge Suites. "We believe that we are going to be the first hotel brand in the category to introduce free wireless Internet throughout the brand."
Hilton's Homewood Suites, in addition, offers free high-speed Internet connectivity in its rooms, as does Marriott's Residence Inn and TownePlace Suites.
Advito's Chevalier said free Internet access could become even more common as the hotel market begins to shift in the coming years. With high demand, hotels have little incentive to throw away the revenue generated from Internet service fees when sometimes even finding a room in some markets is a difficulty. Once demand begins to ebb with increased supply, upscale hotels could turn to free Internet access as a competitive advantage in a buyers' market. Even then, however, the trickle-up will stop at the upscale level, she said.

"I don't think the luxury market will ever do it," Chevalier said.

Outside of the charge, hoteliers are looking at other ways to make their Internet service more appealing. Hilton is in the process of implementing a new high-speed initiative that will make its service more consistent throughout the brand, Flack said. Called Stay Connected @ Hilton, the program will bring the management and customer service aspects of Internet service in-house through the end of 2008.
"We had allowed our hotels to go out and find vendors, so what we're doing today is becoming our own vendor," said Laurel Bailey, vice president of marketing for OnQ, Hilton's technology platform. "Working with the preferred vendors on a transition plan, we've converted almost 36,000 guest rooms."
Starwood Hotels & Resorts Worldwide is using its wireless network to tie in other services, such as checkout, food and beverage sales and the room minibars, said Brennan Gildersleeve, Starwood's director of broadband services.
"It's bringing the traditional back office up front and leveraging the wireless network," he said. "Instead of building two, you're building one network that's secure."
In addition, both Hilton and Marriott have set up their public-area Internet access so that guests who are already paying for room access do not have to pay extra.
The August AHLA study indicated that more than 96 percent of hotels in the midprice tier and higher had high-speed Internet access, and 82 percent of hotel rooms overall—compared with 35 percent in 2004—had wireless capability.
This expansion largely has come following a push from corporate travel managers. A few years ago, for example, Intel's global corporate travel manager Sy Price made a push for hotels in his travel program and saw the percentage of its hotels with wireless capabilities increase from 9 percent to 85 percent in 18 months (BTN, June 20, 2005). Still, the growth of wireless capabilities does not mean that hotels will be abandoning wired options.
"We survey our guests a lot, and 60 percent said they prefer wireless today," said Starwood's Gildersleeve. "It's a smaller percentage that preferred wired, but there's still a group out there that wants it, so it's nice to have two connection options."

Source: BTNonline Business Travel News Online


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Ho sempre pensato che l'opera sia un pianeta dove le muse lavorano assieme, battono le mani e celebrano tutte le arti.
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